Rimembranze di Villaggio Mancuso nel Maestoso Parco Naturale della Sila

Rimembranze di Villaggio Mancuso nel Maestoso Parco Naturale della Sila

Diego AmbrosioQuesta raccolta di brevi aneddoti nasce a partire da un dedicato impegno di analisi e revisione delle mie indimenticabili e ancora vivide memorie legate ai periodi della gioventù, vissuti nei pressi della località calabrese chiamata “Villaggio Mancuso,” situata all’interno del grande Parco Nazionale della Sila.

Sila, Villaggio Mancuso

Villaggio Mancuso è una piccola località montana situata a circa 1300 metri sul livello del mare e definita da molti “la piccola Svizzera” per via dell’autentico ed ineguagliabile stile con cui il suo fondatore, Eugenio Mancuso, realizzò nel primi decenni del XX secolo diverse casette in legno che somigliano tanto agli chalet di montagna alpini. Insieme alle casette poi furono costruiti altre caratteristiche strutture interamente in legno come la Rotonda, la Chiesetta, il Teatro Silvano, il Maneggio dei Cavalli, il Parco dei Daini ed il famoso Albergo delle Fate. 

Ogni casetta è diversa l’una dall’altra nell’armonica struttura, tutte edificate utilizzando legname di pino, pioppo ed ontano. Il contesto dell’intero villaggio risulta quasi fiabesco, ogni piccola casetta ha le sue particolarità anche se contrassegnate dai caratteristici tetti spioventi, tutte arricchite da verande, piccole torrette, balconcini e finestre colorate. Anche il contesto esterno non manca di particolari, con aiuole, siepi e diverse varietà di alberi.

Il Grande Albergo delle Fate

Albergo delle fate esterno

La storia di Villaggio Mancuso è fortemente legata a quella dell’Albergo delle Fate.

Per tanti anni fu meta turistica di lusso per le vacanze in montagna di turisti provenienti dal nord Italia e dall’estero, ma anche meta ambita da personaggi famosi dello spettacolo e perfino set cinematografico della realizzazione di ben due film, rispettivamente nel 1949 “il Lupo della Sila” e 1963 “La Ballata dei Mariti”, oggi purtroppo rimane una struttura abbandonata e fatiscente.

Proprio di fronte a questo albergo si ergono a schiera alcune casette in legno, fra cui appunto la mia.

I ricordi legati a questo albergo sono numerosi poiché il direttore di questo albergo è un carissimo amico di mio padre e quindi venivamo spesso accolti e trascorrevo parecchio tempo a giocare con gli altri bambini nelle aiuole circostanti e anche all’interno della struttura.

Ricordo con tanto piacere i momenti trascorsi degustando una coppa di gelato fresco seduto sulla comoda poltrona a dondolo situata all’ingresso dell’albergo, il vecchio e gobbo falegname che lavorava in una piccola cantina sul fianco dell’albergo e che realizzava vari lavoretti artigianali oltre che riparazioni, le vasche piene di pesci d’acqua dolce e anguille nere sul retro della struttura, gli odori legnosi, i colori intensi e la tappezzeria a scacchiera dei locali interni.

Grande Albergo delle Fate

La Rotonda

La Rotonda

La Rotonda rappresenta il secondo importante simbolo del villaggio ed è sia Bar che Ristorante, ma un tempo era anche sede di una ricca e fornita sala giochi. La sua forma arrotondata come quella di un cilindro, è la ragione che ha portato all’attribuzione del suddetto nome.

Questo posto incantato era come il paese dei balocchi per “Pinocchio” nel celebre film, il paradiso del divertimento per i bambini di ogni età.

Andavo spesso con i miei genitori per ordinare delle gustosissime brioche con gelato artigianale oppure la famosa cremolata di frutti di bosco raccolti a mano nello stesso villaggio. 

Poi, mentre i miei genitori continuavano a rilassarsi e a conversare con i loro amici, io mi univo assieme ad altri bambini della mia età e giocavamo a vecchi videogiochi con i gettoni acquistabili nell’area bar della Rotonda.

Il Maneggio dei Cavalli

Un altro posto di indimenticabile bellezza è il Maneggio dei Cavalli, situato alla fine di un sentiero alberato, giusto 50 metri dietro la Rotonda. Il lungo viale era sede un tempo di grandi fiere di esposizione di prodotti tipici del territorio calabrese e artigianato locale.

Sul lato sinistro di questo viale, un ampio maneggio era gestito da alcune persone che consentivano a piccoli e grandi di poter cavalcare splendidi cavalli in un’area grande più o meno come un campo di calcio oppure effettuare escursioni all’interno di suggestivi sentieri nei boschi.

Cinema Teatro Silvano

Treatro Silvano

Il Cinema Teatro Silvano è stato per me uno dei posti più belli realizzati dall’essere umano e senza ombra di dubbio, il posto dove la mia infantile immaginazione e la mia creatività si arricchirono, un viaggio in un mondo fatato, un sogno vissuto ad occhi aperti. 

Ogni giorno vi erano varie attività e il fine settimana vi era sempre un eccitante appuntamento al Teatro Silvano che poteva essere la rappresentazione di un’opera teatrale o commedia, oppure la visione di un film da cineteca. Ricordo che andavo durante la settimana a leggere il calendario degli eventi settimanali affisso all’ingresso del Teatro ed in particolare ero appassionato delle pellicole horror che riproducevano di sabato sera in seconda serata, pertanto andavo con mia sorella (più grande di me) poiché era obbligatoria la presenza di un adulto.

Teatro Silvano

Questo magnifico teatro fu purtroppo preda di un improvviso incendio attorno al 2001, (a detta di molti doloso), che ridusse in cenere l’intera struttura ed inutili furono i tentativi dei vigili del fuoco, giunti ormai troppo tardi.

Parco dei Daini

Questo meraviglioso parco fondato nel 1977, sede anche del corpo forestale, divenne una riserva naturale che oggi conta alcune famiglie di splendidi esemplari di daino e cervo selvatico, che vivono e si riproducono in un ambiente protetto da ormai diverse generazioni. 

Sede Forestale

Negli anni successivi vennero introdotte alcune specie volatili come il falco pellegrino assieme ad un centro di eccellenza specializzato nell’educazione ambientale all’interno del quale sono stati articolati spazi e sentieri volti ad esaltare il rapporto uomo-natura, utilizzando tecniche che consentono una vera e propria interazione con l’ambiente naturale, coinvolgendo sensi diversi (tatto, olfatto, udito). L’area che ho sempre ritenuto maggiormente interessante sin da quando ero bambino è il “Giardino delle Erbe Aromatiche e Medicinali”, articolato in cinque settori (piante aromatiche e medicinali presenti nelle aree protette, piante non presenti nelle aree protette, piante velenose, piante utilizzate in cucina e frutti di bosco), tutti con schede didattiche molto dettagliate ed esaustive. 

Ricordo con tanta nostalgia i bei momenti passati in questo immenso parco forestale, dando da mangiare ai daini e cervi attraverso le fessure di metallo della recinzione, rincorrendo farfalle e raccogliendo fiori, percorrendo sentieri e ponti in legno fino a che, ricolmo di stanchezza, mi facevo comodamente trasportare sulle spalle di mio padre lungo la via di ritorno.

Centro vista taverna, Amici Biodiversità Catanzaro

In questo villaggio non mancava veramente nulla, e tante erano le botteghe artigianali che potevano essere visitate lungo la strada principale, come il fruttivendolo, il venditore di mustaccioli, il panettiere, il salumiere, il falegname e perfino una piccola tenda adibita come centro di soccorso medico. Vi erano poi campi da calcetto, campi da tennis, campi da bocce, aree dedicate al minigolf, tavoli da ping-pong, e altro ancora.

Aneddoto dell’Infanzia

Un articolo non sarebbe sufficiente a raccontare tutte le avventure che ho vissuto durante la mia gioventù a Villaggio Mancuso, ma ne racconterò una che ricordo in maniera particolare.

Sin da quando avevo all’incirca 8 anni, ma anche qualche anno prima, ero solito andare a fare lunghe passeggiate con mio padre, partendo da un sentiero vicino la nostra casa. Questo sentiero era lungo parecchi chilometri e presentava diverse ramificazioni da dover scegliere, nonostante alla fine conducessero tutti fino al fiume.

Durante le nostre passeggiate, andavamo alla ricerca di funghi, essendo mio padre un appassionato ed esperto nel settore, e armati di legni da passeggio ci facevamo strada tra le alte felci che spesso nascondevano il sentiero.

Un giorno, come di consueto, ci avviammo nella foresta seguendo i vari sentieri tracciati e giungemmo ad una radura ricolma di funghi commestibili  di ottima qualità, e presi dalla meraviglia non badammo al fatto che le condizioni atmosferiche stavano velocemente cambiando e quando udimmo il primo tuono ci rendemmo conto di essere in netto ritardo e che avremmo dovuto affrettarci e ripercorrere la via del ritorno prima che la tempesta ci cogliesse nel pieno delle sue forze.

Il cielo divenne rapidamente di un nero intenso e sembrò fosse calata la notte nella fitta foresta già di per se poco illuminata a causa dei numerosi e giganteschi pini secolari. Il vento si alzo e gli alti alberi iniziarono ad ondeggiare, mentre la pioggia faceva il suo ingresso e cadeva con impeto sempre maggiore. Iniziammo dunque a correre, io anche più in fretta di mio padre, ma eravamo consapevoli che mancava ancora qualche chilometro prima di poterci definire al sicuro.

Paura e Sollievo

Ad un certo punto una certa ansia e panico iniziò a prevalere in me, quando voltandomi indietro mi accorsi di aver perso le tracce di mio padre, e fu a quel punto che la mia vista iniziò ad appannarsi e svenni sotto il fragore dei tuoni, l’abbaglio dei fulmini e il diluvio incessante.

Ricordo solo alcuni colpetti sulle guance, il volto di mio padre che iniziava a prendere forma, la sua bocca che si muoveva e quando dopo pochi secondi riacquistai anche l’udito, capii che chiamava il mio nome e mi diceva di rialzarmi e che eravamo ormai quasi arrivati.

Ripresi le forze ed una insolita adrenalina pervase il mio corpo al punto di essere in grado di correre come una gazzella e rapidamente riuscimmo ad uscire dalla foresta e rientrare a casa.

Tanto fu lo spavento che una volta arrivato a casa vomitai e ebbi la febbre per tutta la notte, ma l’indomani ero già sano come un pesce.

di Diego Ambrosio

17 thoughts on “Rimembranze di Villaggio Mancuso nel Maestoso Parco Naturale della Sila

  1. Un racconto avvolgente in un paesaggio fiabesco che avrebbe ispirato Andersen nel narrare una delle sue favole. Ottimo lavoro !

  2. Grazie Diego , mi hai riportato indietro nel tempo , quando trascorrevano bellissime giornate, felici e sereni

  3. Bellissimo racconto. Caro cugino non perdere mai i ricordi della tua infanzia. perché è proprio lì che è racchiusa la tua futura vita . ❤️

  4. Verissimo cucina cara, la nostra vita sarà sempre legata ai bei ricordi della nostra infanzia 😊

  5. Mi hai fatto tornare indietro nel tempo di almeno 35 anni…..che bellissimi ricordi quando andavamo in Sila con la mia famiglia…

    1. Grazie Brizio, mi fa piacere che abbia suscitato e rievocato in te belle emozioni e ricordi del passato.❤

  6. Mi hai fatto tornare indietro nel tempo di almeno 35 anni…..che bellissimi ricordi quando andavamo in Sila con la mia famiglia…le fragoline di bosco..

  7. È bello che tu abbia questi fantastici ricordi,ben impressi nel tuo cuore, si vede che sono momenti intensi della tua infanzia, ciò conferma e spiega la tua grande passione per la Sila, fortemente radicata in te.

  8. Wow. Dreams Abroad have published articles in both Spanish and Italian now. What language will their next foreign correspondence be written in?

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